Le emozioni dietro le parole [ Marketing 2.0 : è un caffè sospeso] nona parte

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In queste mie riflessioni sul marketing 2.0 e sul turismo, al di là dei contenuti, delle tesi che ho cercato di sostenere, ho provato a trasmettere i miei sentimenti.

Si, perché con le parole si può anche giocare e bluffare; e se uno vuole trovare il pelo nell’uovo per criticare una tesi, lo troverà senz’altro; se si ferma alle parole. Con le motivazioni e le emozioni penso sia più difficile. Ecco allora cosa mi ha spinto a scrivere questi interventi, cosa c’è dietro le parole: stiamo vivendo una situazione nella quale i cambiamenti, dovuti all’impatto di internet nella vita e nel lavoro, hanno un ritmo vertiginoso. Uno studio francese rivolto agli albergatori ricorda loro che oggi il “sapere” raddoppia ogni sette anni, e stima che fra 30 anni questo sapere possa raddoppiare ogni 72 giorni.

Ora non so se tutto avverrà con questi ritmi, ma certo i cambiamenti in atto, con tutte le straordinarie novità che comportano, mentre ci inebriano, contengono dei rischi evidenti. Ciò che mi preme di più evitare è che il sistema turistico italiano, correndo dietro ai cambiamenti, senza una visione, perda i suoi tratti di identità. E assieme all’identità perda il suo più grande attrattore per lo sviluppo turistico-territoriale.
Personalmente vedo in questi cambiamenti una grande opportunità: l’occasione per rilanciare il nostro approccio al turismo e all’accoglienza. E vedo anche una minaccia: quella di appiattirci acriticamente e trovarci tutti a fare le stesse cose, a proporre le stesse soluzioni, a leggere le stesse case histories e le stesse ricerche (l’attendibilità delle quali nel nostro settore, oggi è forse al minimo storico), a finire risucchiati e “usati” dagli strumenti che vorremmo invece utilizzare.

Quando sento parlare di utilizzare le applicazioni negli uffici informazione non per migliorare i servizi, o rendere più gradevole la visita degli ospiti e liberare il personale dalle incombenze di prima accoglienza, ma sento suggerire di introdurre le app negli uffici per sostituire il personale, inorridisco. E penso che proprio la nostra risorsa umana, le competenze, la professionalità assieme alla creatività e alla fantasia, e alla capacità artigianale di unire testa e mano, design e funzione, ha fatto di noi quello che siamo oggi nel mondo.
Usiamo il nuovo possibilmente per aumentare le opportunità, non per ridurle. Introduciamo tutte le innovazioni possibili per permettere alle persone di sviluppare al massimo le loro capacità, così da fare del turismo il motore di sviluppo dei nostri territori.

In altre parole approfittiamo di questo scenario non per omologarci, ma anzi per valorizzare le nostre risorse – a cominciare da quelle umane – sia sul versante dell’offerta turistica territoriale, che delle modalità di stare nel mercato. Ma approfittare delle opportunità che questo scenario ci offre significa anche portare la nostra cultura del turismo e dell’accoglienza nel web e nei Social Media. Una cultura in gran parte fatta di storia, vocazione e passione.
Fin qui le mie motivazioni, e ora le speranze che mi hanno spinto a scrivere: poiché so che tanti altri la pensano come me (più o meno), ecco è il caso, e anzi è il momento di far sentire la nostra voce. Perlomeno non perdiamoci di vista.

@GDallAra

Grazie Prof ..è stato un vero piacere averla “ospite” nel mio blog :  a presto !

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